7 trend che nel 2019 trasformeranno l’IT aziendale

MILANO, 29 novembre 2018 – Per le aziende globali e gli enti governativi, la sfida del 2019 sarà garantire i risultati delle attività in un contesto “in real time”. Le aziende del settore tecnologia, in particolare, dovranno impegnarsi molto per continuare a soddisfare appieno le aspettative, in un periodo di cambiamenti sempre più veloci. Dovranno infatti dimostrare ai propri clienti l’utilità della tecnologia per raggiungere gli obiettivi, migliorarne la flessibilità, i livelli di sicurezza e gli eventuali impatti in quest’ambito, altrimenti rischieranno la rovina. Di seguito, il punto di vista di Verizon Enterprise Solutions riguardo i trend delle tecnologie aziendali che probabilmente nel 2019 coinvolgeranno i clienti, siano aziende globali o enti governativi.

 Il concetto di tempo reale inizierà a trasformare l’operatività aziendale:

Le tecnologie fondamentali – Software Defined Network, 4G, Internet of Things, video intelligenti, sicurezza, telematica – stanno già cambiando l’operatività in azienda. Nel 2019, i CIO più consapevoli si concentreranno su come ripensare questo aspetto, per sfruttare anche l’enorme potenziale delle tecnologie più innovative come il 5G, l’intelligenza artificiale/machine learning, l’automazione e la robotica, la realtà aumentata e virtuale e il cloud di ultima generazione, compreso l’edge computing. Molte di queste tecnologie infatti sono passate dall’essere solo concetti a realtà, e chi sfrutterà meglio i vantaggi che offrono sarà sempre più competitivo in futuro.

2) Le aziende investiranno nelle performance: I CIO si stanno rendendo conto del fatto che la rete è essenziale: porre le basi su una rete sicura e consolidata consentirà infatti di offrire piattaforme innovative, e soluzioni che faranno compiere un passo avanti all’azienda. Poi, dipende tutto dal livello di servizio e dalle tecnologie che lo supportano, grazie alle quali le applicazioni che si basano sulla rete possono funzionare – il supporto, i servizi professionali, gli accordi sui livelli di servizio e altri fattori. La chiave è trovare un partner esperto, con il know how in ambito reti per aiutare le aziende a raggiungere i propri obiettivi. Senza una capacità di rete solida, oggi non è possibile gestire un’azienda moderna.

3) Ci ricorderemo che il cliente è sempre al centro: la customer experience è un argomento di cui si discute da anni, ma molti di noi hanno un’esperienza opposta, con grandi brand che deludono. L’intreccio tra IA e sistemi di customer experience è un’opportunità unica di arrivare al concetto di “personalization for you”, rimettendo il cliente al centro delle opportunità per le aziende. Le organizzazioni più efficienti utilizzeranno i dati per creare engagement presso gli utenti, senza mai dimenticare che quest’ultimo è la base per costruire una vera relazione con il brand. La tecnologia verrà invece utilizzata per applicare queste strategie su larga scala, e velocemente.

4) Ci concentreremo sull’efficacia delle transazioni: Da tempo si parla di SDN, ma questa tecnologia ormai è qualcosa di concreto, è realtà, e sta già rivoluzionando le opportunità delle aziende in tutto il mondo; inoltre, può essere configurata su misura, per rispettare gli standard in materia di sicurezza e costi. Nel 2019, la buona riuscita a livello di organizzazione dipenderà proprio dall’abilità dei CIO di sfruttare le numerose opzioni che questa tecnologia offre, conferendo quindi le caratteristiche di flessibilità, agilità e scalabilità necessarie a gestire l’azienda. A questo punto non si tratta più di reti adatte alle applicazioni, ma è necessario invece concentrarsi sull’efficacia della transazione, e sulla definizione di policy che consentano la specifica applicazione, e le impostazioni di tempistica e location che faranno la differenza.

5) La privacy, in qualsiasi contesto, sarà fondamentale: mai come in questo momento l’attenzione è rivolta all’importanza della privacy, visto che le violazioni di dati sono sempre all’ordine del giorno. Gli utenti delle applicazioni sono estremamente attenti al modo in cui vengono utilizzati i loro dati. Nel 2019, osserveremo un focus particolare sui requisiti di privacy in tutti i contesti, anche in relazione al concetto di location-based awareness. Tutto ciò cambierà il modo in cui le organizzazioni sono in grado di affrontare il tema sicurezza, e condizionerà anche la loro capacità di tutelare le informazioni di identificazione personale.

6) L’automazione trasformerà la forza lavoro: l’automazione dei processi attraverso la robotica e il machine learning cambierà il modo di lavorare nelle aziende, e quindi le competenze necessarie. Nel 2019, sia il mondo della formazione che le aziende si impegneranno per dare vita ad una comunità di data scientist e specialisti del machine learning, così da soddisfare la richiesta di skill necessarie in futuro, e non di competenze ormai superate.

7) Torneremo alle basi della sicurezza (di nuovo), ma soffermandoci anche sugli aspetti specifici: nel 2019, le organizzazioni si impegneranno maggiormente per rafforzare il proprio posizionamento in ambito sicurezza. Questo significa comprendere i rischi connessi al proprio ambiente, ed essere certi di applicare i principi base per difendere l’azienda; inoltre, è sempre cruciale curare l’infrastruttura IT, perché sia attuale e al riparo dalle vulnerabilità. La sicurezza della rete è fondamentale – in un mondo software defined, la segmentazione e la sicurezza sono elementi centrali del puzzle. Ma sarà sempre più utile anche la visibilità dei dati, per trarne insight, e dunque decisioni, su come mitigare minacce informatiche specifiche. Agire sarà comunque imprescindibile – altrimenti, che sia dal board o dal cliente, verranno richieste delle spiegazioni.

“I nostri clienti cercano nuove strade per ottenere insight immediati sull’operatività, o sulla loro clientela. La real time enterprise è l’obiettivo al quale vogliono arrivare, indipendentemente dalla fase del loro customer journey, o dal Paese in cui si trovano”, ha dichiarato George Fischer, Presidente di Verizon Enterprise Solutions. “Il punto non è più la digital transformation- ormai è data per scontata, e va sempre più veloce, alimentando la necessità di insight in real time. Il punto, per i clienti, è capire come plasmare e gestire il digitale al fine di cambiare le proprie opportunità, e per progredire”.

Fischer continua “In tutto il mondo, la velocità con cui le aziende lavorano, la competizione – e anche il fallimento – sono in aumento. Il nostro lavoro è attingere al nostro mix unico di expertise tecnologica, know how nei servizi professionali e nei modelli di servizio globali, per concretizzare il concetto di real time enterprise. Si tratta unicamente di sfruttare la nostra esperienza di lavoro globale e su larga scala per supportare i nostri clienti aziendali e gli enti governativi nel raggiungere i propri obiettivi, in tutto il mondo”

Verizon

Con sede a New York, Verizon Communications Inc. (NYSE, Nasdaq: VZ) ha generato circa 126 miliardi di dollari di ricavi nel 2017. Verizon gestisce la rete wireless più affidabile d’America e la rete a fibra ottica più avanzata, e fornisce soluzioni aziendali integrate ai clienti in tutto il mondo. Oath, la società sussidiaria, mette in comunicazione circa un miliardo di utenti a livello globale, grazie ad un ampio portfolio di brand del settore media e tecnologia.

Settima edizione di Glocal – Festival del Giornalismo Digitale

Torna dall’8 all’11 novembre a Varese il Festival del Giornalismo Digitale organizzato da Varesenews. Quattro giorni di incontri, workshop ed eventi collaterali con oltre 150 speaker, 60 appuntamenti organizzati in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia.

Novità di quest’anno saranno due premi, uno per il giornalismo multimediale intitolato ad Angelo Agostini ed uno destinato al data journalism. Anche in questa edizione verrà riproposto il laboratorio di giornalismo digitale dedicato a studenti di scuola media superiore e universitari, organizzato in collaborazione con il Consiglio Regionale della Lombardia.

25/27 Maggio 2018 BIG DATA E GDPR WEEK END

Ragazzi

il 25 Maggio 2018 festeggeremo a Bellaria all’hotel San Salvador    il BIG DATA E GDPR DAY , dove troverete ogni INFO per partecipare.

Sarò un week end in salsa privacy, dove i relatori, insieme all’Ingegnere Informatico Roberto Marmo parleranno di digitale in un’ottica bona fides. Con il supporto di esperti  si  discuterà di  big data, di IA, di  IOT e di qualunque declinazione dei social media. Il corretto utilizzo di questi sistemi  permetterà la crescita della fiducia dell’utente.

Tra una considerazione e l’altra troveremo il tempo per un bagno al mare, una gara di cucina e una gita alla Rimini storica.

Mi pare un magnifico modo per festeggiare l’attesa piena applicabilità del GDPR.

 

Anche questa è privacy

Vecchio articolo (mai pubblicato ma attuale) Identità e Eredità Digitale: il Convegno 4 dicembre 2014, con il Prof Stefano Rodotà

Il Convegno del 4 dicembre 2014 su Identità ed Eredità Digitale che si svolse a Milano riuscì ad offrire una panoramica piuttosto dettagliata di quelle che sono le problematiche della Vita e della Morte Digitale.

Il  Convegno, dal Titolo “Identità ed eredità digitali. Stato dell’arte  possibili soluzioni al servizio del cittadino”, organizzato dal Center on International Markets, Money and Regulation dell’Università commerciale Luigi Bocconi e in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato ha presentato un interessante approfondimento su temi digitali strettamente connessi a temi piu’ che reali. La Vita e la Morte.

In particolare le relazioni dei partecipanti hanno riguardato sia il profilo strettamente formale/burocratico sia quello sociale/filosofico, di tali temi dall’Anagrafe alle Successioni.

Il tema Vita, o più correttamente quello concernente l’identità digitale venne brillantemente affrontato da un lucidissimo Stefano Rodota’ che riuscì con un semplice elenco di aggettivi che poi si dimostreranno vere Parole Chiave a farci comprendere la complessità e la multifunzionalità della moderna identità digitale parlandoci di:

identità disperse, sconosciute, inconoscibili, proibite, false, nascoste, anonime, frammentate, e su ognuna di esse il Prof. Rodotà offrì grandi spunti di riflessione.

Il Professore poi evidenzia che ormai SIAMO quello che Google dice che SIAMO. Le nostre identità cioè sono ricostruite, esterne, confezionate con algoritmi probabilistici fuori di noi, delle quali difficilmente possiamo mantenere un controllo e propone un corretto riferimento alla necessità – vista la complessità di tali identità – di esercizio del diritto all’oblio di prossima affermazione grazie al Regolamento Europeo Privacy.

Non solo, Rodotà evidenziò che si trattava di identità presenti, passate e future (grazie all’analisi dei BIG DATA) contestualmente presentate sui motori di ricerca.

Interverranno sull’argomento anche Oreste Pollicino  e  T. Smedinghoff, della American Bar Association.

L’avvocato Bianca del Genio, Responsabile Legale di Microsoft aprì il suo intervento avvertendo che tra le identità digitali ci sono anche quelle costruite ad hoc dall’utente (quella cioè che lo stesso costruisce consapevolmente).

Successivamente il convegno affrontò le problematiche connesse alla gestione dei dati digitali dopo la  morte e di come il Notariato debba garantirne la correttezza, soprattutto perchè al di la’ dei beni patrimoniali digitali c’e’ (tuttora) anche una scarsa considerazione dei beni (digitali) affettivi. La questione è principalmente legata al fatto che nell’era digitale diventa necessario definire la sorte dei beni digitali, che sono ad esempio i contenuti  degli archivi digitali su locale o su cloud, le transazioni effettuate online, ma anche i blog e i profili sui diversi social network, come Facebook, Pinterest, Instangram e Twitter, ecc.

Durante il Convegno si offrirono anche i risultati emersi da un sondaggio a cura di McAfee del luglio 2014 nel quale si  calcolò che a livello globale il valore dei beni virtuali memorizzati sui dispositivi digitali era pari a circa 35mila dollari per ciascun navigatore.  Sul Podio i ricordi personali, foto e video con un valore di 17.065 dollari; seguono le informazioni personali (sanitarie, finanziarie) con un valore di 6.400 dollari, le informazioni di natura professionale con un valore di 4.381 dollari, quelle relative ai progetti e hobby (poco più di 3mila dollari), le comunicazioni personali (2.147 dollari) ed i file di gioco o di intrattenimento (1.721 dollari).

Inoltre ci sono due categorie di problematiche connesse all’eredità digitale:

La prima riguarda l’accesso a password e la conoscenza dei contenuti da parte degli eredi dei beni digitali del de cuius.

La seconda concerne la giurisdizione applicabile, da momento che spesso i servizi di posta elettronica, i motori di ricerca o i social network non sono localizzati in Italia e seguono quindi la legislazione dei diversi Paesi coinvolti.  L’applicazione di normative vecchie a realtà nuove (create dal digitale) impedisce di trovare una soluzione a livello nazionale.

Inoltre i principali operatori di servizi Internet hanno sede negli USA, o in ogni caso sono multinazionali con sedi all’estero rispetto al paese in cui operano e le loro condizioni d’uso, che l’utente accetta, rinviano quasi sempre ad una legge e ad un tribunale straniero.

Il Notariato italiano, è stato il primo nel Mondo  ad occuparsi della materia avviando un un tavolo di lavoro che ha coinvolto non solo gli operatori del settore (con Microsoft e Google in prima fila ), ma anche gli studi legali e gli esperti della materia. L’idea è quella di creare un sistema di risoluzione delle controversie ad hoc, una soluzione alternativa ai fori giuridici tradizionali.

Spinta al progetto è stata in particolare data dal coinvolgimento di Stefano Rodotà e Tom Smedinghoff, della American Bar Association, massimo esperto statunitense della materia.

Al termine del Convegno cerco di approfondire la questione Eredità Digitale w scopro che Google rinvia il problema dell’accesso ai dati da parte degli eredi ad una Corte di Giustizia californiana.

Microsoft invece ha voluto andare incontro all’esigenze del consumatore prevedendo l’accessibilità ai dati digitali in seguito ad una autodichiarazione dell’erede.

Inoltre Microsoft si adopera per garantire la leggibilità del documento che potrebbe a causa del tempo trascorso non essere più leggibile, per i diversi aggiornamenti tecnologici intervenuti.

Si narra anche che Microsoft offre sul mercato un sistema Cloud ai massimi livelli di sicurezza sia sotto un profilo di riservatezza che di integratezza e di disponibilità del dato.

Anche con riferimento al diritto all’oblio Microsoft garantisce la massima disponibilità ad andare incontro alle esigenze del consumatore. Sempre chè ovviamente ci siano i presupposti (mancanza di interesse pubblico, NON attualità della notizia. Ecc).

SE posso esprimere delle considerazioni finali rilevo, che a dispetto di quel che si narra sull’arretratezza digitale italiana, il Nostro Paese è stato tra i primi a muoversi sia sotto un profilo istituzionale sia sotto un profilo aziendale quando si parla di diritti civili digitali.

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Ci sarò al BTO 2017 e vi parlerò (il 29 Novembre) di GDPR e marketing turistico

Anche quest’anno sarò presente con una mia relazione alla Borsa del Turismo On Line nella bellissima Fortezza Dal Basso a Firenze.

Vi parlerò di GDPR (nuovo Regolamento Europeo) e marketing turistico. Questo è il mio SLOT alle 16 e 40 del 29 Novembre 2017 in Presentation Arena- Qui la mia BIO.

Il BTO è un evento bellissimo di cui ho scritto più volte ed è fondamentale per capire i trend del mondo del turismo, ma non solo, come big data, share-economy, coworking e nuove app alberghiere. Inoltre quest’anno si parlerà anche di  Internet Security e Blockchain

Nel mio intervento cercherò di svelare come saper mantenere un buon rapporto con i clienti, soprattutto nei social, grazie alle modalità corrette di uso dei dati personali nell’ottica di responsabilità di cui al GDPR, la nuova disciplina europea in materia che dovrà essere osservata dal 25 maggio 2018.

E  naturalmente vi parlerò anche di DPO (Data Protection Officer) e di chi nel mondo del turismo lo deve designare e quindi comunicare all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali.

E Privacy 2017

Anche quest’anno ho partecipato all’edizione autunnale di EPrivacy, per “credo” “la mia decima volta (lo faccio dal 2006). EPrivacy 2017

Qui il Mio Audio un po’ lunghetto ma si fa ascoltare

QUI la mia presentazione

A breve dovrei riuscire a pubblicare anche l’intervista che mi hanno fatto nel corso di questo evento

WORKSHOP 25 Ottobre – Smau Milano 2017 – Il Regolamento Europeo Privacy e il ruolo del Dpo – con PDF presentazione

L’intervento illustrerà il nuovo Regolamento Europeo Privacy.
-Cosa e come cambia il trattamento dei dati nel web con particolare riferimento al fenomeno alla profilazione e al marketing;
-Risponderà a come adeguarsi alla nuova disciplina.
-Grande approfondimento sul tema del Dpo (Data Protection Officer)
-Competenze, compiti, responsabilità
-Chi e come deve nominarlo

QUI PER VEDERE L’EVENTO

per le persone che verranno venire a vedermi

INVITO SMAU

Mercoledì 25 – ore 11:30
Durata: 50 minuti Livello:

Arena Smart Communities Fiera Milano City

Qui la mia presentazione

Recensione Nymphomaniac volume I. La lussuria e l’ordine del caos. 71 Mostra del Cinema Venezia

Entro in sala in ritardo e mi siedo in prima fila. Per me il film inizia con Joe, la protagonista dolorante ed evidentemente picchiata a casa e nel letto di un gentile signore Seligman (interpretato da Stellan Skarsgård) che l’ha raccolta dalla strada e che le chiede di raccontare la sua storia.

Lei stessa si dichiarerà ninfomane e ne spieghera’ i motivi, sostenendo che per lei questo termine  significa soprattutto indifferenza.

Da giovane la ragazza fa parte di un Club di Ribelli dell’amore. Scopo del Club, scoparsi più uomini possibile e mai più di una volta.

Il film di Lars von Trier si evolve nel racconto della vita di Joe attraverso un confronto con il vecchio signore che cerca di convincerla che la sua ninfomania non è come lei pensa una pratica disdicevole e immorale ma che ha in se’ una sua ragionevolezza.

Bello anche se prevedibile il raffronto con la musica polifonica, che lei rappresenta con immagini di rapporti sessuali, che la completano ma non la saziano. Il feroce felino, il rassicurante Basso, e l’amore possibile.

Seligman è un appassionato di musica polifonica, di scienze naturali, di matematica pitagorica e probabilmente di molte innumerevoli arti e grazie allla sua cultura e ad un animo gentile tende a trovare in tutte le pratiche sessuali da lei ampiamente descritte una qualche spiegazione.

La dipendenza di cui parla Joe mi ricorda molto Christiane F. – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino di Uli Edel, anche se alla visione del solo volume 1 non vedo in lei ancora una reale autodistruzione ma solo una lussuria senza particolare perversione. Sicuramente una pulsazione, anche premeditata ma estremamente casuale.

Aspetto con ansia di vedere il Volume II

Recensione Nymphomaniac – Volume 2. Mostra del Cinema di Venezia 71

In occasione della 71ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia viene presentata (sezione fuori concorso) la Director’s Cut Long Version di Nymphomaniac – Parte 2 con una durata di 180 minuti (che mi ha costretto a partire tardi dal Lido tanto da trovarmi in piena notte e con il temporale nel bel mezzo della laguna, fulmini e saette comprese).

Il Volume II di NYmphomaniac inizia dove finisce il I cioè nella camera in cui Joe è arrivata grazie all’aiuto del Signor Seligman, con la narrazione del racconto della sua vita mentre l’anziano signore la ascolta fornendo curiosi anneddoti e parallelismi.

In questo secondo capitolo abbiamo una Joe pù sfrenata che mai. Nonostante una convivenza con Jerome e un figlio da lui, non riesce a domare la tigre che è in lei.

Tra esperienze di sesso multiplo con africani e approfondimenti delle proprie tendenze masochistiche, Joe scoprirà anche l’interesse per un rapporto omosessuale.

In questo II Volume Von Trier vuole provocare ma soprattutto approfondire le tematiche sessuali. Non solo, vuole disegnare il personaggio di Joe in modo molto particolare.
Non intende considerarla una vittima nè una carnefice ma piuttosto una persona molto speciale, ansiosa di vita, insaziabile ma non dipendente, non malata.

In conferenza stampa chiederò alla co-sceneggiatrici quanto e come hanno approfondito gli aspetti psicologici/medici della ninfomania e la risposta è stata che naturalmente lo hanno fatto ma senza voler classificare o etichettare il comportamento di Joe.

Lei si dichiara ninfomane ma non è detto che lo sia. Sta al pubblico decidere quando si supera il confine.